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Il territorio
Inoltrandoci nell’area Senese-grossetana ci si
imbatte inequivocabilmente in uno dei promontori simbolo della
Toscana oltre l’intero arco appenninico o le ben più note cave di
marmo della provincia di Massa e Carrara.
Si parla del Monte Amiata, ex vulcano i cui
versanti sono a cavallo delle province di Siena e di
Grosseto noto da sempre per l’estrazione di cinabro.
Questo era noto agli etruschi e ai romani che lo
utilizzavano sia come colorante (il rosso porpora, che veniva usato
nella tintura dei tessuti, nella preparazione di colori per intonaci
o dipinti e nella marcatura del bestiame), sia per l’estrazione del
mercurio metallico.
La vecchia attività vulcanica, come avviene in
altre aree della stessa natura (ha prodotto e) produce zolfo che si
riscontra nelle fonti termali della Val d’Asso e delle Crete Senesi
o la Val d’Orcia. |


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La Castagna dell’Amiata IGP
Attorno al castagno e alla
castagna del Monte Amiata ruotano da sempre un'infinità di attività,
per questo il 16 febbraio 2000 quarantatre soci, ad Arcidosso,
decisero di dar vita a una associazione per la valorizzazione di
questo frutto: si chiama Associazione per la valorizzazione
della castagna del Monte Amiata I.G.P. (Indicazione
Geografica Protetta).
Gli obiettivi da raggiungere? Valorizzare e
tutelare la castagna attraverso il miglioramento delle condizioni di
produzione, fornire le informazioni tecniche delle aziende
associate, promuovere attività culturali e scientifiche legate a
questo prodotto, organizzare formazione tecnica rivolta in
particolare ai giovani e, infine, promuovere la castagna in tutti i
suoi aspetti.
In questi primi anni di vita, l'Associazione ha già
raggiunto numerosi obiettivi: il consolidamento della base sociale
che oggi ha superato le trecento unità di cui oltre 200 possono
certificare il proprio prodotto.
Per quanto riguarda la commercializzazione della
castagna fresca, su progetto dell’Associazione è stata realizzata
una unità di confezionamento del prodotto.
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Questo stabilimento
rappresenta una concreta risposta alle esigenze dei produttori e un
momento fondamentale per la nostra castanicoltura.
Per quanto riguarda la
trasformazione del prodotto, dopo la realizzazione dell’impianto per
la Birra di Castagne che viene prodotta in un
laboratorio artigianale di Arcidosso, riteniamo fondamentale
realizzare un’unità operativa a completamento della filiera
castagna.
Per conservare il nostro
patrimonio castanicolo abbiamo realizzato dei campi custodia, allo
scopo di evitare la scomparsa delle biodiversità castanicole
presenti nel castanetum amiatino. Per quanto riguarda la promozione
e valorizzazione l’Associazione partecipa ad eventi nazionali ed
internazionali, di cui in maniera particolare il progetto “Mille
varietà, unica garanzia” in collaborazione con altri DOP ed IGP
toscani, per il periodo 2008-2010 in tutta Europa, ed organizza
manifestazioni locali dall’ultimo fine settimana di Settembre per
tutto il mese di ottobre:
-
Castel del
Piano (Gr) Festa della Castagna
-
Abbadia
S.Salvatore(Si) Festa d'Autunno
-
Monticello
Amiata (Gr) Festa della Castagna
-
Vivo d'Orcia
(Si) Festa del Fungo e della Castagna Arcidosso (Gr) La Castagna
in Festa
-
Cana (Gr)
Festa della Biondina
-
Santa Fiora
(Gr) Sagra del Marrone Santafiorese
-
Piancastagnaio (Si) Il Crastatone
-
Campiglia
d'Orcia (Si) Sagra del Marrone
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La raccolta è effettuata in
Autunno, a mano o con mezzi meccanici idonei in modo da
salvaguardare il prodotto. Nei centri di raccolta, i frutti sono
messi a fermentare in acqua a temperatura ambiente per circa 4-7
giorni, e poi asciugati al sole, su uno strato steso sull’asfalto,
che assorbe i raggi solari e permette un’asciugatura veloce ed
efficace; se piove, le castagne vengono poste in celle ventilate
all’interno di appositi contenitori. Seguono le fasi di
selezione, con la quale le castagne sono suddivise a seconda del
peso, e il confezionamento in sacchetti, che vengono conservati al
fresco e all’asciutto.
Materiali, attrezzature e
locali utilizzati per la produzione:
- Attrezzature per la raccolta
- Celle ventilate
- Sacchetti per il confezionamento
Dalle castagne essiccate
si ricava anche la farina, con la quale appunto si faceva un tempo
il pane e altri prodotti derivati.
La farina di castagne
dell’Amiata ha colore beige, sapore dolce e intenso e profumo di
castagne tostate.
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Il prodotto deve la
sua tradizionalità principalmente all’utilizzo dei metati per i 40
giorni di essiccazione e alla molitura mediante macine in pietra.
L’uso di queste strutture conferisce un gusto, una consistenza ed
una qualità organolettica alla farina totalmente diverse rispetto a
quelli delle farine prodotte in strutture industriali. Una volta
raccolte e scelte, le castagne vengono portate al seccatoio
(metato), stese su un graticcio di legno posto al piano superiore (a
circa 2 m da terra) e seccate con il fumo e il calore del fuoco
allestito al piano terra. Dopo l’operazione di seccatura, che dura
circa 40 giorni, le castagne vengono sgusciate, confezionate in
sacchetti di juta e poi consegnate al mulino della zona.
Dalle balle le
castagne vengono riversate su una tramoggia collegata alle macine di
pietra, con le quali viene compiuta la molitura. La farina ottenuta
viene poi stoccata in appositi contenitori, controllando i tempi e
le modalità di questa fase.
I Materiali, le attrezzature e
i locali utilizzati per la produzione sono:
- Metati per l’essiccazione
- Balle di juta
- Tramoggia
- Macine in pietra
Questo è lo scopo per il
quale è stata fondata l’ Associazione per la Valorizzazione della
Castagna del Monte Amiata IGP, la quale nacque ad Arcidosso il 16
febbraio 2000. I soci fondatori sono 43, di cui, 8 enti pubblici e
35 privati fra castanicoltori e commercianti; ad oggi l’Associazione
conta più di 200 associati. |


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Le finalità
dell’Associazione sono: la valorizzazione e la tutela della
castagna del Monte Amiata IGP e del territorio ad essa
collegato, tramite interventi volti: al
miglioramento delle condizioni di produzione, alla
fornitura di informazioni tecniche alle aziende
associate, alla promozione di attività culturali e
scientifiche legate al patrimonio castanico
lo, all’organizzazione di corsi
di formazione tecnica rivolta in particolare ai giovani, alla
promozione del prodotto castagna, alla
vigilanza sull’applicazione della certificazione
IGP, alla gestione della Strada della Castagna del
Monte Amiata IGP, a diffondere la castanicoltura e
le attività culturali ad essa collegate attraverso specifici
programmi didattici da attuarsi anche in collaborazione con le
scuole, altre associazioni ed Enti Pubblici, a
conservare e diffondere le varietà locali, da frutto e da
farina, attraverso l’individuazione e la selezione di
piante madri, a monitorare e salvaguardare il castagno dalle
fitopatie, attraverso specifici programmi di lotta
biologica ed integrata, ad individuare le migliori tecniche per la
conservazione, lavorazione e commercializzazione del prodotto non
solo fresco ma anche
trasformato. | |
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E’ iniziato uno studio di marketing commerciale
relativo all’I.G.P ed un progetto per la realizzazione di una linea
di commercializzazione, sia per la castagna fresca che per il
trasformato, da realizzare in collaborazione con il CONSORZIO
AGRARIO PROVINCIALE di Grosseto.
ASSOCIAZIONE PER LA
VALORIZZAZIONE DELLA CASTAGNA DEL MONTE AMIATA IGP
Riferimenti:
- Associazione per la
valorizzazione della Castagna del Monte Amiata IGP c/o Comunità
Montana Amiata Grossetano
- loc. S. Lorenzo, 19 Arcidosso (Gr)
- Tel/fax 0564/969615
- e-mail: associazioni@cm-amiata.gr.it
- Visita il sito
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L’Olio Extravergine di Oliva
La presenza di questa pianta, nonostante la sua
coltivazione nell’area amiatina sia stata limitata da fattori
climatici ed altitudinali, la si deve principalmente (nel territorio
di Arcidosso, Castel del Piano e Seggiano) all’esistenza in loco di
una cultivar, l’olivastra, e del suo impollinatore, il
"giogliaio", che non si riscontra in nessun altro
ambiente olivico italiano, caratterizzata da una notevole resistenza
alle basse temperature.
L’olio
ottenuto dall’olivastra dell’Amiata è particolare per la
resa (in alcune annate si arriva a toccare e
superare il livello del 29-30%) e per il contenuto di
acidità (talmente basso da farlo classificare tra gli
alimenti più efficaci nelle diete anticolesterolo, specialmente se
consumato crudo).
La produzione media per
pianta è calcolata sui 15 chili, anche se in annate favorevoli
alcune piante sono capaci di produrre quintali di olive.
In altre zone del territorio amiatino, con una quota molto elevata
di produzione olivicola, (Comuni di Cinigiano, Roccalbegna,
Semproniano, parte di Castel del Piano e Arcidosso ), sono presenti altre varietà di olivo quali:
Moraiolo, Leccino e Frantoio; queste varietà sono diffuse in tutta
la Toscana. | |
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L’olivicoltura, nel territorio
della Comunità Montana, è praticata da circa 2700 aziende agricole,
su un’estensione di quasi 2.500 ettari.
Una parte dei terreni destinata a questa coltura
sono da tempo abbandonati o degradati, quindi è necessario
intervenire per il recupero del patrimonio esistente anche in
considerazione di un ritrovato interesse economico per il settore.
Si contano circa 400.000
piante di olivo, nonostante le ricorrenti gelate (ultima quella del
1997). L’olivicoltura svolge una importante funzione paesaggistica e
di preservazione del territorio, specie nelle aree collinari,
funzione estremamente importante in un’ottica di sviluppo
rurale. |
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Le strutture di trasformazione
delle olive presenti sul territorio sono 18. A Cinigiano vi è uno
dei maggiori frantoi grossetani gestito dalla cooperativa Colline
Amiatine.
Da informazioni forniteci dalla Comunità Montana
dell’Amiata Grossetano si viene a conoscenza di una cultivar
olivicola in attesa di riconoscimento DOP per il
prodotto finito: L’Olio di Seggiano (cultivar: olivastra
seggianese).
L’olio di oliva è tra i prodotti agricoli soggetti
ad organizzazione comune dei mercati (OCM), tale regolamentazione,
tra le altre cose, prevede che a decorrere dal 1° novembre 2001
soltanto gli oliveti piantati antecedentemente al 1° maggio 1998
potranno usufruire degli aiuti alla produzione, (salvo limitate
deroghe ben definite). | |
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L’olivastra di Seggiano
Verrebbe da dire che dove l’olivo rinuncia
incomincia l’olivastra di Seggiano, si perché le condizioni
climatiche a cui si è abituata per produrre olive la rendono una
pianta unica.
Gli olivi di Olivastra di Seggiano sono molto
imponenti, le drupe si presentano piccole rispetto la media e le
piante hanno dimensioni di gran lunga superiori alla norma.
La sua cultivar discende dall’Olea Europea
Silvestris, poi nel corso dei secoli si è modella al microclima del
Monte Amiata.
La sua elevata altitudine, (in alcuni casi
raggiunge i 650 metri s.l.m.) la protegge dall’attacco della mosca
olearia e di conseguenza non necessita di particolari trattamenti
antiparassitari. |
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Dalla spremitura delle sue olive nasce un olio
particolarmente ricco di polifenoli, che, essendo per natura degli
antiossidanti rende l’olio più longevo e salutare.
Dal 2002 e nato un consorzio di tutela che vigila
sulla regolare e corretta esecuzione dei vari passaggi dalla
campagna agli scaffali dei migliori negozi di tutto il mondo, ma
oltre alla vigilanza, il consorzio è anche un valido strumento di
promozione della cultura dell’olio extravergine e del territorio del
Monte Amiata.
Parlare di olio sta diventando un argomento di
moda, l’olio è salute, l’olio è piacere del palato che se ben
abbinato al giusto cibo rende unici e inimitabili anche i piatti più
poveri.
Solo pochi anni fa si vedeva l’extravergine come un
semplice lubrificante per l’insalata, mentre oggi, con la cucina
Italiana moderna siamo riusciti a rendere ottimi abbinamenti prima
impensabili. | |
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La
Ricetta
Minestra di Castagne
Ingredienti: Castagne 300 gr Cipolla 1
Latte 3 litri Pepe q.b. Sale o zucchero q.b. Un filo d’olio
extravergine d’oliva Seggiano
Tempo di preparazione:
60’
Preparazione: La notte prima di cucinare
mettete in acqua le castagne bianche. In una pentola, con del burro,
fate appassire la cipolla, aggiungete le castagne e ricoprite il
tutto con il latte. Cuocere il tutto a fuoco lento e per circa
un’ora, mescolando delicatamente per non far rompere le castagne. A
cottura ultimata aggiungere del sale e un filo d’olio extra vergine
d’oliva Seggiano. Potete aggiungere al posto del sale anche un
cucchiaio di zucchero. Questa zuppa è ottima anche il giorno dopo,
mangiata fredda. |
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Crostini coi fegatini
Ingredienti per 4 persone: 4 etti
di fegatini di pollo o milza., olio, cipolla, capperi, 2 cucchiai di
aceto, 2 acciughe, sale, pepe, pane toscano,
prezzemolo.
Preparazione: Macinare a crudo fegatini (o
milza o un misto), capperi e prezzemolo, poi mettere in un tegame
dove si sia già fatta imbiondire in olio la cipolla tritata e far
rosolare il tutto a fuoco lento. Diluire quindi con l'aceto ed
eventualmente del brodo per far finire la cottura. L'impasto deve
risultare morbido e denso. Prima di togliere dal fuoco aggiungere le
acciughe spezzettate e i capperi girando fino a che le acciughe si
sciolgono e aggiungere, se necessario, sale e pepe. Affettare il
pane toscano e dividere la fetta in due, far tostare nel tostapane o
in forno, poi bagnare leggermente le fette solo da un lato con brodo
caldo. Stendere l'impasto e guarnire a piacere con prezzemolo e
capperi. | |
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Gnocchi
d'ortica con ricotta e mentuccia
Ingredienti per 4 persone: per gli
gnocchi: 800 gr. di patate, 175gr. di farina, 100 gr. di ortica
lessata e frullata al mixer, sale. Per il condimento: 200 gr. di
ricotta ovina, un mazzetto di mentuccia, olio extra vergine di
oliva, scalogno, sale, pepe bianco in grani.
Preparazione: Preparare gli gnocchi,
quindi scaldare l'olio in una padella, aggiungere lo scalogno
finemente tritato, una parte di mentuccia ridotta a listarelle e la
ricotta. Cuocere gli gnocchi e saltarli nella ricotta, aggiungere il
sale e terminare la cottura con il pepe. Prima di servire aggiungere
la rimanente mentuccia finemente tritata. |
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