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Chianciano si trova tra il
Parco Artistico Naturale e Culturale della Val
d'Orcia e la Valdichiana dove da anni si sperimenta uno
sviluppo compatibile tra ambiente, cultura, colori e sapori. Chianciano si
presenta ai visitatori con duplice "facciata".
Ovviamente il lato più conosciuto sfoggia gli
impianti termali conosciuti anche dal noto regista: Federico
Fellini. Oltre ai centri benessere e alle piscine esiste però anche
un centro storico meno noto ma degno di visita: il cosiddetto
"paese".
Viale della Libertà mette in collegamento le due
parti del comune e Porta Rivellini permette l'ingresso o l'uscita
dalla cinta muraria.
Sulla sinistra appena oltrepassata la chiesetta
della Misericordia (poi dell'Immacolata), si erge il Castello dei
Conti Manenti, detto il Monastero, mentre in fondo alla strada
svetta la Torre dell'Orologio.
Dal muraglione sottostante si può godere di un
panorama unico e molto ampio caratterizzato in lontananza dalle
vette dei Monti Cetona e Amiata; nella vallata, confondendosi con
l'orizzonte, si riconoscono i tre laghi di Chiusi, Montepulciano e
il Trasimeno.
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La strada sfocia nella piazza
principale del paese, Piazza Matteotti, con la bella fontana.
Qui c'è anche la sede della Associazione
Geo-Archeologica (per informazioni tel. 0578.30.665), che ospita
interessanti mostre tematiche in una sala che normalmente è
utilizzata come gabinetto di restauro di reperti archeologici.
Imbocchiamo quindi Via Solferino, al cui inizio si affaccia il
Palazzo Comunale, e alla nostra destra inizia un susseguirsi di
piccoli borghi, con archi e piazzette che rievocano il tempo che fu.
A metà di via Solferino è una piazza chiusa ai lati dal Palazzetto
dei Podestà, con stemmi degli antichi podestà locali sulla facciata
e la casa dell'Arciprete dove pure ha sede il Museo della Collegiata
(per informazioni tel. 0578.30.378).
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all'inizio di Via Dante, nei pressi del
centro storico vi è il Museo Civico Archeologico di Chianciano
Terme.
Esso è all'interno di un edificio costruito a fine
XIX secolo per raccogliere le derrate alimentari della grande
fattoria del Palazzo.
Una sezione importante è quella che raccoglie
alcune testimonianze di età romana.
Si tratta di materiali scavati in una grande
cisterna e soprattutto nel grande edificio termale in corso di
scavo, nell'area di Mezzomiglio.
In questa zona le annuali campagne di scavo
condotte dall'Università dell'Arizona stanno riportando alla luce
uno straordinario complesso costituito da una grande vasca che
doveva essere circondata da un portico, il cui pavimento era
realizzato con tegole recanti il bollo consolare del 114 d.C.
Qui, secondo la tradizione, sarebbe venuto a
beneficiare delle qualità terapeutiche delle acque di Chianciano il
poeta Orazio, su consiglio del medico Antonio Musa, particolarmente
famoso per avere curato e guarito l'imperatore Augusto.
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Prodotti
tipici
La cucina locale si allinea alla classica cucina
toscana con ricette tipiche un po' di tutta la Valdichiana.
nell'antipasto toscano si trovano i classici "crostini di milza" e
una ricca varietà di salumi e formaggi.
La "Bruschetta" (altrove nota come
fettunta): pane abbrustolito sulla brace, condito con aglio
sfregato, sale e olio E.V.O. toscano.
La "Minestra di Pane" contiene
invece un vasto assortimento di verdure - dai fagioli alle patate,
dal cavolo nero alla bietola, dalle carote ai pomodori, e che, se
consumata il giorno dopo, riscaldata, sempre con l'inevitabile olio
EVO toscano prende il nome di "Ribollita".
La "Panzanella" è un po' la
versione estiva della ribollita. È una ricetta realizzata con pane
raffermo bagnato in acqua e condito con olio di oliva, aceto e sale,
al quale vengono aggiunti poi pomodoro fresco a pezzi, cetrioli,
cipolla e basilico. Sempre con pane raffermo è la ricetta della
Pappa col Pomodoro.
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I "Pici" sono
pure in quest'area molto in uso. Questi sono spaghetti caserecci,
tirati a mano con farina, acqua, sale e
(a piacere) un uovo, la cui origine pare risalga agli Etruschi;
vengono gustati con diversi condimenti, come la "briciolata", mollica di pane tostato e sparso
sulla pasta già condita con soffritto di olio e aglio
(e a piacere peperoncino), il ragù toscano di carne, oppure con una sapiente
e piccante salsa di pomodoro, peperoncino ed aglio, chiamata "aglione".
Le "Pappardelle con la Lepre" (o
Cinghiale) tipico piatto legato alla caccia, fatto appunto con sugo
di lepre (o di cinghiale).
I "Fagioli all'Uccelletto" sono
invece un prelibato contorno di fagioli bianchi cucinati con
pomodoro, aglio, olio e salvia, che può diventare un ottimo piatto
unico con l'aggiunta in cottura di salsicce fresche.
Dulcis in fundo La "Torta di
Chianciano" è infine il tipico dolce fatto secondo una
ricetta "segreta", che ogni pasticcere chiancianese conserva
gelosamente.
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Ingredienti
:
- Pasta frolla:
dosi per 600 gr di farina.
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Per il Pan di
Spagna : 6 uova, 180 gr. zucchero, 75 gr. farina, 75 gr.
fecola di patate (o amido di mais), buccia grattuggiata di limone,
un pizzico di sale;
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Crema
pasticcera : 120 gr. zucchero, 5 dl latte, 4 tuorli
d'uovo, 60 gr. di farina, buccia di limone, vaniglia . Se piace
cioccolato fondente
- Per la bagna:
50% liquore all'Amaretto 50% Acqua
Il giorno prima preparare la pasta
frolla come da ricetta e lasciare riposare in frigo.
Per il Pan di Spagna (si può preparare
anche il giorno prima e conservare ben coperto al fresco): Sbattere
per almeno 20 minuti le uova intere con lo zucchero ed un pizzico di
sale, finchè diventano una massa gonfia, ben spumosa e di colore
giallo chiaro. Aggiungere la farina e la fecola setacciandole sul
composto. Mescolare dal basso verso l'alto, delicatamente, con un
cucchiaio di legno. Versare l'impasto in uno stampo ed infornare in
forno preriscaldato a 180° per 25-30 minuti. Una volta cotto
lasciare riposare in forno spento per 10 minuti. Dopo sfornare su
una gratella lasciando raffreddare completamente e tagliare in tre
strati, diminuendone il diametro man mano.
Per la crema pasticcera: Versare in un
tegame 4 dl di latte insieme alla vaniglia e portare ad ebollizione.
Nel frattempo mettere tutti gli altri ingredienti con il resto del
latte nel bicchiere del frullatore, e lavorare a velocità 1 finchè
tutto sarà ben amalgamato. Quando il latte bolle, (dopo aver tolto
la stecca di vaniglia) versarvi il composto frullato e mescolare con
un cucchiaio di legno fino a quando la crema comincia a legare ed a
bollire. Togliere dal fuoco e fare raffreddare.
Per la bagna: unire acqua ed Amaretto
in parti uguali.
Per comporre la torta: Stendere due
disci sottili di pasta frolla, con uno dei quali fodereremo la base
di una tortiera rotonda. Spalmare un velo sottile di crema e coprire
con il disco più grande di pan di Spagna, ben imbevuto di bagna
all'Amaretto.Spalmare un'altro po' di crema e spezzettarvi a piacere
del cioccolato fondente a pezzi piuttosto grossi. Rifare un altro
strato come prima, utilizzando il disco di pan Spagna medio per
finire con il più piccolo (bagnandoli bene con il liquido
all'Amaretto) ed alternandoli alla crema ed al cioccolato a pezzi.
Ricoprire il tutto con il secondo disco di Pasta frolla,
sigillandolo bene insieme al primo. Spennellare la superficie del
dolce con un tuorlo sbattuto e rigarla con i rebbi di una forchetta.
Infornare a 180° C, finchè non diventa dorato (più o meno 20
minuti). Sfornare e lasciare raffreddare. Una volta freddo
conservare in frigo fino al momento di servire.
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