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Il formaggio Caciocavallo
Podalico, il cui nome deriverebbe dalla stagionatura delle provole
legate insieme a cavallo di un bastone orizzontale, si produce con
latte munto da razza Podolica.
Area di allevamento della razza e area di produzione
del Caciocavallo quindi coincidono.
Tutto ha luogo in provincia di
Avellino, tra i contrafforti dei Monti Picentini e nel Salernitano
tra il Parco Nazionale del Cilento e il Vallo di Diano, gli Alburni
e l’Alta Valle del Sele.
Il bovino podalico si alleva
ancor oggi portandolo al pascolo per lunghi tragitti, secondo
quell’antica tradizione definita Transumanza.
Il sapore del Caciocavallo cambia di sapore così a
seconda dei pascoli ove i capi vengono condotti.
In
primavera e in estate il pascolo di montagna
è ricco di essenze aromatiche mentre in pianura
nei mesi autunnali e invernali il prodotto risulterà con aromi più accentuati.
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La stagionatura varia da pochi mesi a qualche anno.
Il colore della pasta del caciocavallo
podolico è giallo paglierino, con poche occhiature e al tatto
risulta semidura ed omogenea.
Al taglio il caciocavallo mantiene la
sua compattezza, emana un profumo marcato di latte e fieno mentre il
sapore a volte può risultare piccante con piccoli grani
distinguibili alla masticazione.
Si serve a fette o a scaglie, è ottimo
se accompagnato con vini rossi, castagne arrosto e funghi porcini.
Se ben stagionato, il caciocavallo
podolico può essere servito come antipasto, con salumi, abbinato ad
un rosato di corpo o ad un bianco robusto (Greco di Tufo o Fiano di
Avellino) oppure a conclusione del pranzo con un rosso ben
strutturato quale il DOC Terre dell’Alta Val
d’Agri. | |
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Lavorazione, conservazione e
stagionatura
Il latte crudo, opportunamente
filtrato con telo di cotone o colino a rete fine (culature), viene
riscaldato su fuoco a legna o a gas a 36/38°C in caldaia di
rame.
Viene
utilizzato caglio di agnello o capretto e dopo la rottura della
cagliata viene aggiunto sieroinnesto proveniente dalla lavorazione
del giorno precedente (cizza).
Eliminato il siero per la
produzione della ricotta, la pasta, nel frattempo messa in un tino
di legno, matura per 4-5 ore e successivamente posta su un tavolo di
legno ove viene tagliata.
La filatura avviene in un tino di legno con aggiunta
di acqua bollente.
Una volta formato, il
caciocavallo viene immerso in acqua fredda per 2-3 ore e ,
successivamente, posto in salamoia per circa un giorno e mezzo.
Dopo la salatura i
caciocavalli vengono fatti asciugare in genere nello stesso locale
di lavorazione per alcuni giorni e quindi sistemati in locali
freschi e umidi, a cavallo di appositi bastoni di legno, per la
stagionatura che va dai 6 ai 12 mesi. |
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Pasta compatta quando è fresco, a sfoglie quando è più
stagionato |
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Colore da bianco a giallo a seconda del grado di
maturazione |
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Crosta liscia e sottile |
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Sapore dolce nel tipo fresco e ottenuto con caglio di vitello,
piccante nel tipo stagionato e ottenuto con caglio di
capretto |

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La razza produttrice
Il bovino Podolico fa parte delle 5
razze del "Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale" ed è dato
discendente dal Bos Primigenius o Uro, il primo bovino di cui sono
arrivate le prime notizie. L’addomesticamento sembra aver avuto
luogo in Medio Oriente nel IV Millennio a.C. Due sono le teorie
sulla vera origine del bovino.
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Esso sarebbe giunto in Italia grazie
alle invasioni Barbariche e più esattamente con la popolazione
degli Unni, i quali, provenienti dalla Mongolia e dalla Manciuria,
giunsero in Italia nel 452 d.C. dopo aver attraversato la steppa
ucraina che sembra essere la vera terra originaria della razza
podolica.
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Altri indizi portano invece a
pensare che fin dal I° secolo a.C. a Roma sarebbero stati presenti
bovini con lunghe corna giunti da Creta dove già all’epoca Minoica
esisteva un bovino coi tratti del Bos Primigenius.
Oggi il Bovino Podolico è iscritto
regolarmente nel Libro Genealogico. L’allevamento è concentrato
nelle aree interne delle regioni meridionali ed in particolare in
Campania, Abruzzo, Basilicata, Calabria Molise e Puglia.
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Nel maschio il manto è grigio con
sfumature più scure sul collo, sulla coscia, sul contorno occhi e
orecchi; nella femmina il colore grigio è meno intenso tendente al
bianco.
Nel maschio le corna sono a "mezzaluna"
mentre nella femmina ricordano la lira; gli arti sono lunghi, magri
e diritti, i garretti lunghi e robusti, le unghie sviluppate e
coriacee. Il bovino podolico è molto resistente anche in situazioni
ambientali difficili e in grado di utilizzare anche risorse
alimentari altrimenti sprecate.
Dopo un utilizzo della razza per lavori
agricoli, e successiva sostituzione con macchinari, il bovino
podolico è stato allevato allo scopo di produzione di latte, benché
questa non sia elevata.
Ma le caratteristiche del
prodotto base rendono possibile la produzione del formaggio
caciocavallo Podolico.
Alla mostra d'Oltremare, a
Napoli, dal 24 al 26 Novembre 2006 si terrà la 3° edizione del
meeting internazionale dell'alimentazione mediterranea
"MEDITERRANEATING" con il patrocinio del Ministero delle politiche
Agricole e Forestali e molti partners.
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VALORI MEDI PER 100 GR. DI
PRODOTTO: |
| - Proteine: 22
gr. |
| - Lipidi: 22
gr. |
| - Glucidi: 1,9
gr. |
| - Calcio 300
mg. |
| - Acqua: 55
gr. | | |
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