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Se con due "R" si è sempre
identificato uno fra i marchi più prestigiosi dell'industria
automobilistica del Nuovo Mondo, ci son volute ben cinque "R" per
indicare una fra le razze più prestigiose degli allevamenti bovini:
la razza Chianina.
Il nome stesso testimonia
l'origine geografica della razza: la piana che a suo tempo fu
bonificata da Fossombroni creando, con l'aiuto del genio di Vinci,
Leonardo, un canale di drenaggio chiamato tutt'oggi Canale Maestro
della Chiana.
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Una 'ferita' nel terreno che è
servita a 'spurgare' l'aria malsana, le paludi e la malaria
esistenti fino a quel momento nell'area compresa fra i "cocuzzoli"
di Civitella in Val di Chiana e Lucignano (la frontiera che divide
Arezzo dall'area fiorentina e senese), Cortona e Terontola
(frontiera umbra) e Monte Lignano e Castiglion Fiorentino (frontiera
della Valtiberina).
Al canale confluiscono oggi tutti i piccoli rivi
dei campi dell'artificiosa valle e lo stesso Canale Maestro va a
finire in Arno. Parafrasando Dante, "l'Arno volta le spalle agli
aretini… ", ma 'i botoli ringhiosi' ne hanno approfittato facendogli
portare via quanto di più putrescente c'era in un territorio che è
valsa la pena bonificare - se si pensa a Francesco Petrarca, Piero
della Francesca, Pietro l'Aretino ecc. |
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Ma è arte anche quella legata agli antichi
mestieri. Fra questi il macellaio ha trovato 'carne' per i suoi
denti e per quelli del mondo intero.
La bistecca "Fiorentina" tanto famosa ovunque
(persino a Detroit ...) nulla ha a che vedere con l'area alla quale
impropriamente si è data in adozione, poiché la tenerezza della
carne e la sua sapidità naturale devono tutto ad una razza suprema
quale è la Chianina, risultato di altrettanto suprema bonifica
dell'area suddetta di provenienza.
Inizialmente però (si
parla del Medioevo ...), il maiale, la selvaggina e il piccolo
allevamento domestico erano le uniche risorse di carne per le
famiglie dei contadini e dei braccianti agricoli della zona.
Le razze bovine, così
come gli equini, erano utilizzate solo per i lavori da soma e nei
campi; solo quando non erano più in grado di lavorare, gli animali
venivano uccisi e se ne mangiavano le carni.
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Ancora oggi, in
rare, sparse aree della Val di Chiana qualcuno non ha mai sostituito
il bovino con il moderno trattore, e a chi chiede carne di Chianina,
se veramente desidera l'originale, gli verrebbero offerti pezzi di
carne scura, fibrosa, piena di nervi, buona ma poco piacevole
all'occhio in fase di acquisto.
La Chianina è sempre
stata infatti "razza da lavoro". Ci sono fonti informative che
riportano l'origine della Chianina addirittura all'epoca
preistorica: al bos primigenius (raffigurato nei graffiti delle
caverne), e di esso conserva tracce dell'antica "groppa".
Già Etruschi e Romani
utilizzavano il bove per il suo candido manto nei cortei trionfali e
nei sacrifici alle divinità.
Il bue Chianino si
riconosce dal manto bianco porcellana, dalla cute color ardesia e
dalla pigmentazione nera delle aperture naturali.
La testa è leggera,
piccola, con corna brevi; il tronco lungo e cilindrico, con dorso e
lombi larghi e spessi, groppa ampia e orizzontale; le cosce e le
natiche sono lunghe e convesse, lo scheletro solido e leggero, gli
appiombi corretti.
Famoso per il gigantismo
somatico, partorisce in totale spontaneità vitelli anche di 50 - 70
kg. grazie alla caratteristica struttura dolicomorfa.
Il bove Chianino è il più
grande del mondo (il notissimo "Odalic" ha detenuto
il primato sul peso raggiungendo all'età di otto anni i 1.750
Kg). |


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La razza podolica è considerata oggi uno dei
più pregiati produttori di carne al mondo.
È una razza "cosmopolita", che ha varcato i confini
nazionali per raggiungere l'Asia, la Cina, la Russia, l'Australia,
gli Stati Uniti e l'America Centro-Meridionale.
Dopo 22 secoli di allevamento nella media valle del
Tevere e nella Val di Chiana, la razza podalica si spinge oggi fino
alle colline e pianure comprese tra Arezzo, Siena, Pisa, Perugia e
Rieti.
Il marchio "5R" a cui si è fatto riferimento in
precedenza dall'82 è divenuto C.C.B.I. (Consorzio produttori Carne
Bovina delle razze Italiane).
Assieme alle razze Marchigiana, Romagnola e
Maremmana, la Podolica è oggi protetta da detto Ente, nato per
iniziativa di produttori con lo scopo di tutelarne la produzione e
promuoverne la commercializzazione delle carni.
Il Consorzio tutela la produzione della maggioranza
degli allevatori di bovini delle razze pregiate italiane da carne e
controlla la distribuzione attraverso macellerie convenzionate
dislocate nell'Italia Centro-Meridionale.
Nella valutazione della salubrità del prodotto
carne risulta oggi importante il rapporto tra acidi grassi saturi ed
insaturi, soprattutto ai fini della prevenzione delle malattie
cardio-vascolari.
L'indice di aterogenicità è considerato come indice
chiave di qualità: più basso è il suo valore, migliori sono le
caratteristiche dietetiche della
carne. | |
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L'IMPORTANZA DEL MARCHIO
IGP (Indicazione Geografica Protetta)
L'IGP rappresenta l'unico
marchio di qualità per le carni bovine fresche approvato dalla
Comunità Europea per l'Italia.
I bovini utilizzati per
la produzione delle carni devono rispondere a condizioni e requisiti
stabiliti dal Disciplinare approvato secondo le norme previste dal
regolamento CE 2081/92.
La carne "Vitellone
Bianco dell'Appennino Centrale" è prodotta da bovini, maschi e
femmine, di razza Chianina, Marchigiana e Romagnola e di età
compresa tra 12 e 24 mesi.
Il bestiame deve essere
nato in Italia in allevamenti iscritti al Libro Genealogico
Nazionale al fine di consentire la verifica della purezza della
razza.
Ogni animale deve essere
identificato secondo quanto previsto dalla normativa vigente. Il
Disciplinare di produzione prevede che gli animali vengano allattati
naturalmente dalle madri fino al momento dello svezzamento.
Successivamente la base alimentare deve essere
rappresentata da foraggi freschi o conservati, provenienti da
coltivazioni erbacee tipiche della zona di allevamento (l'Appennino
Centrale) all'interno della quale deve avvenire anche l'ingrasso e,
successivamente, la macellazione. |

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Il bestiame destinato alla produzione delle carni viene
ispezionato prima della macellazione da esperti appositamente
addestrati dal Consorzio Produttori Carne Bovina Pregiata delle
Razze Italiane, che si occupa della tutela e diffusione del marchio.
Gli stessi esperti
marchiano a fuoco le carni "Vitellone Bianco dell'Appennino
Centrale" al fine di garantire la riconoscibilità in fase di
distribuzione.
La carne viene venduta al
taglio o in confezioni sigillate e sempre in punti vendita
convenzionati. Questi si impegnano a tenere questa carne separata
dalle altre e si sottopongono volontariamente ad ulteriori
impegnativi controlli.
Solo questi punti vendita
possono esporre il marchio "Vitellone Bianco dell'Appennino
Centrale".
Il confezionamento può
avvenire esclusivamente in laboratori autorizzati che rispondano a
precisi requisiti al fine di garantire l'origine delle carni. Ogni
singola confezione deve riportare la dicitura "Indicazione
Geografica Protetta - Vitellone Bianco dell'Appennino
Centrale" ed il numero del documento di controllo che
consente la rintracciabilità dell'animale dal quale provengono le
carni. | |
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Ogni punto vendita deve
esporre copia del documento di controllo, al fine di rendere
accessibili le informazioni ai consumatori.
Il Libro
Genealogico Nazionale
Assieme alle stazioni di controllo, il
Libro Genealogico Nazionale rappresenta lo
strumento fondamentale per il miglioramento del bestiame. Si
suddivide in 5 sezioni, una per ogni razza.
È una raccolta informatica del complesso di dati
anagrafici, genealogici, morfologici, produttivi e riproduttivi dei
bovini in selezione. |
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Dette informazioni, oltre ad essere utilizzate ai
fini della certificazione genealogica, contribuiscono a determinare
il valore genetico dei riproduttori, consentono la predisposizione
di piani di accoppiamento e la fornitura agli allevatori di tutte le
informazioni utili per migliorare il proprio bestiame.
Presso l'Associazione è ubicato l'Ufficio Centrale
del Libro, con funzione di coordinamento e controllo del Lavoro
svolto dagli Uffici Provinciali situati presso le APA e distribuiti
su tutto il territorio nazionale.
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I segreti della carne di Razza Chianina
La carne bovina in generale si suddivide in due
grandi categorie: rossa e bianca. Rossa è la carne
di animali adulti: Vitellone, Manza, Vacca e Toro.
Bianca è la carne di vitello, la
cui alimentazione si basa principalmente sul latte - per questo sono
definiti "vitelli da latte".
Il vitellone dà carne più succulenta,
fortificante e nutriente. La carne migliore del vitellone si
riconosce dal colore rosso vivo, dalla grana serrata, consistente,
contemporaneamente soda ed elastica al tocco, dai piccoli filetti di
grasso (bianchi o biancastri) che solcano la massa muscolare e dallo
spessore esteriore del grasso, bianco o giallo chiaro, che ricopre
la superficie della schiena e dei lombi.
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Queste sono qualità
che derivano dalla razza dell'animale e dal regime alimentare
durante il periodo dell'ingrassamento. La carne di vacca ha la grana
più fine di quella di vitellone e il colore meno vivo; se proviene
da una bestia ingrassata "ad arte" e di età media, la qualità è pari
a quella del vitellone, anche dal punto di vista nutritivo. La carne
del toro giovane è simile a quella della vacca.
Il toro vecchio ha carne di
qualità inferiore, di un colore bruno cupo. Fino a pochi decenni fa
questi erano elementi facilmente riscontrabili, in quanto il
bestiame era generalmente utilizzato come "macchina agricola" e
macellato in età avanzata.
Generalmente le carni rosse appena macellate
risultano dure alla cottura e sensibilmente acide. Necessitano
quindi di un periodo di riposo, detto "stagionatura" o "frollatura",
che varia a seconda del tempo di durata della stessa e della
temperatura a cui la carne è sottoposta.
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Conseguenza della frollatura è anche la
trasformazione nell'aspetto e nel gusto della carne: dal momento
dell'uccisione dell'animale (in cui la carcassa si irrigidisce e la
carne risulta coriacea e insipida) al momento del taglio (in cui si
perde la rigidità del quarto o del mezzo di bue), le carni si
ammorbidiscono e si insaporiscono a causa anche di trasformazioni
chimiche naturali.
Per informazione,
il periodo di stagionatura o frollatura può raggiungere anche le 2 o
3 settimane in caso di animali di selvaggina (cinghiale, daino,
capriolo, cervo, fagiano, lepre). |
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Questo processo è da
svolgersi in maniera accurata e la carne deve essere consumata al
momento giusto di riposo.
Il periodo ottimale di
frollatura per ottenere carni di elevato pregio gustativo è di 10/14
giorni. Volendo invece applicare processi di frollatura più
prolungati, bisogna disporre di carne di alta qualità ben protetta
da grasso di copertura e adottare scrupolose cure per mantenere nel
frigorifero condizioni di temperatura, umidità e aerazione costanti.
Il grado di frollatura ha
notevole importanza per l'uso che si fa della carne. Per arrosti ai
ferri teneri e gustosi occorre avere carne ben frollata.
Il buon pezzo di carne
fresca, generalmente, lo si riconosce oltre che dal colore e la
consistenza anche dal taglio, che deve essere eseguito
perpendicolarmente alle fibre, le fette estese il più possibile e lo
spessore regolare tranne che per pezzi particolari.
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Stracotto al Chianti Classico
Prendete un pezzo di
carne di manzo nella sorra legata ben stretta, e pillottarla con un
battuto di aglio, peperoncino, prezzemolo, pinoli, mandorle, uvetta
sultanina, sale e pepe. Mettere la carne al fuoco con olio d'oliva e
battuto di cipolla e carota. Fate rosolare la carne da tutte le
parti. Aggiungere molti pinoli, mandorle e uvetta sultanina tritati
insieme e coprire il tutto con vinoChianti Classico. Fare cuocere
per circa tre ore, fino a che il vino non si è ritirato ed è rimasta
una salsa molto densa. Tagliare la carne a fette e coprirla con la
salsa prima di servire. |
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Le Manifestazioni
-
Rassina Festa dell'uva Settembre
-
Carda Festa della
Castagna Novembre
-
Cortona Sagra della ciaccia fritta
Dicembre
-
Cortona Festa della Gastronomia Toscana
"Sagra della bistecca" Settimana di Ferragosto
-
Cortona Mostra mercato del vitellone di
razza Chianina Marzo
-
Cortona Festa della Montagna Luglio
-
Castiglion
Fiorentino Mostra antiquaria Prima domenica del mese e sabato
precedente
-
Castiglion Fiorentino Palio dei
Rioni Rievocazione storica Giugno
-
Arezzo Mostra antiquaria Prima domenica
del mese e sabato precedente
-
Arezzo Agri@tour Salone nazionale
dell'agriturismo e del turismo rurale Novembre
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