L'OLIO D'OLIVA D.O.P. UMBRIA

L'OLIO D'OLIVA D.O.P. UMBRIA

Pace e Bene, quel ramoscello da' solo buoni frutti.

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L’Ulivo in Umbria è una delle poche piante, forse l’unica, che si può riconoscere da miglia di distanza e quella che la rappresenta al meglio, se si pensa al ramoscello simboleggiante la pace che richiama la fede di San Francesco di Assisi.

In Umbria gli ulivi, per le particolari condizioni climatiche e le composizioni fisiche e chimiche del terreno, permettono una penetrazione delle radici più a fondo rispetto ad altre zone della stessa fascia latitudinale italiana e una maturazione del frutto più lenta.

Il tasso di acidità risulterà per quest’ultimo aspetto piuttosto contenuto. A questi dati pedoclimatici si aggiunga l’intervento dell’uomo.

La raccolta delle olive, prima di tutto; non si attende più che l’oliva giunga a maturazione ma viene raccolta al limite minimo prima dell’invaiatura.

L’oliva semi-invaiata presenta ancora un buon sapore, un odore fruttato e il minimo livello di acidità.

Si è conservata la tradizionale "brucatura" (la raccolta manuale con rastrelli), anche se sono in atto sperimentazioni per una raccolta meccanica che non danneggi pianta e frutto.

L’oliva rimane nelle cassette per poco tempo, si fa molta attenzione a spedire il raccolto subito al frantoio per mantenere freschezza e integrità e trasferire queste importanti qualità al prodotto finale.

LA DOP dell’Olio Umbro

Nel 1986, nel quadro degli interventi regionali a favore dell’olivicoltura umbra, è stato costituito il Co.Re.Ol. "Consorzio Regionale Olio extravergine di oliva tipico umbro" per conseguire una adeguata tipicizzazione e qualificazione dell’olio umbro.
Si ottiene così nel 1998, dopo l’avvio dell’iter istruttorio regionale, la Denominazione di Origine Protetta (D.O.P.) "Umbria", unica denominazione italiana che copre l’intera produzione oleicola regionale.

Questa D.O.P. prevede 5 distinte sottozone di produzione, condizionate dalle diverse varietà d’olive, la cui diversificazione botanica, unitamente alle diverse condizioni pedoclimatiche, attribuisce l’esclusiva tipicità all’olio di ogni specifico territorio.

Le sottozone combaciano più o meno con quelle di produzione vitivinicola e sono:

  • Colli di Assisi
  • Spoleto
  • Colli Martani
  • Colli Amerini
  • Colli del Trasimeno
  • Colli Orvietani

Per ciascuna di queste sottozone vengono individuate le condizioni pedoclimatiche e varietali, le rese produttive nonché le tecniche agronomiche di trasformazione e conservazione.
Gli oli delle 5 sottodenominazioni sono in pratica miscele di liquidi estratti a freddo per semplice molitura dalle diverse varietà di olive.

Le tipologie di oliva utilizzate per l’ottenimento dell’Olio D.O.P. "Umbria" come da disciplinare sono:

 - Moraiolo: varietà maggiormente presente nella sottozona "Colli di Assisi-Spoleto" (min. 60%).
E’ un’oliva di medie dimensioni, di forma tondeggiante e polposa ed è molto ricca di olio considerato di ottima qualità. La pianta è piccola, molto produttiva ed è prediletta dai produttori umbri per costanza e resistenza al freddo: questa caratteristica le fa prediligere le posizioni elevate di alta collina.

- Frantoio: ulivo di media grandezza, ma ha dimensioni piuttosto robuste, coi rami principali molto tortuosi e inclinati e i rami minori tipicamente penduli.
Le sue olive sono grosse e ricche di polpa, con forma ovoidale allungata e grande contenuto d’olio di ottima qualità. Predilige la bassa collina, dal momento che non resiste molto al freddo rigido. È presente nel "Colli Martani", nel "Colli Amerini" e nel "Colli del Trasimeno". 

 - Leccino: albero poderoso con chioma ampia. L’oliva è piuttosto grossa e polposa con forma ovoidale-cilindrica. Pur non essendo costante nella produzione come il Moraiolo, resiste ugualmente al freddo. È presente per circa il 50% nei "Colli Orvietani". 

 - San Felice: varietà specifica della sottozona dei "Colli Martani", contribuisce, insieme al frantoio e al moraiolo a caratterizzare gli olii ivi prodotti che, si dice, avrebbero specifiche qualità antiossidanti. 

 - Pendolino: ha un tipico portamento pendulo (da cui il nome) e dimensioni modeste. La sua funzione prevalente è quella di agente impollinatore delle varietà Moraiolo e Frantoio, il che fa dimenticare l’aspetto sgraziato dei frutti (falciformi) e la qualità non eccelsa del suo olio. 

 - Agogia o Agocia: tipica del lago Trasimeno, i suoi frutti vengono aggiunti alle altre varietà per la loro dolcezza. Buona la produttività e la resistenza al freddo che ne consente la vita anche nelle zone montane.

La Monocultivar "San Felice" di Giano dell’Umbria

Sovrastata dalla severa mole del Monte Martano (1094 mt) Giano dell’Umbria è accovacciata sulle sue pietre silenti come una sentinella sulla Valle Umbra.

Poco distante dal borgo si trova la straordinaria architettura romanica dell’Abbazia di San Felice, costruita dai benedettini nel XII° secolo su uno dei colli che dai Monti Martani digradano sulla pianura e immersa in un mare di olivi.

Questo legame tra la pianta e il territorio è una delle caratteristiche peculiari del paese.

A Giano, infatti, l’olivo trova un microclima particolarmente favorevole. Nel 1888 la superficie coltivata ad olivi era quasi il 50% di quella territoriale.

I due olivi millenari di Macciano e Camporeggiano fanno da testimoni. Oggi oltre 700 ettari, 500 aziende e 6 frantoi rappresentano la dimensione moderna dell’olivicoltura Gianese.

Qui si coltiva una varietà autoctona, che da un olio fruttato, leggermente amaro e con delicate note erbacee.

La "cultivar" si chiama "San Felice" e prende il nome dall’omonima abbazia. Furono infatti i monaci a selezionarla e a preservarla fino ai nostri giorni.

I toni meno accentuati di piccante dell’olio, rispetto ad altre varietà umbre come il Moraiolo, lo rendono adatto per abbinamenti con zuppe, carni bianche e condimenti a crudo.

Oltre all’olio extravergine di oliva le altre produzioni di eccellenza di Giano sono: il vino (Doc e Docg di Montefalco, Doc dei Colli Martani), il tartufo nero, il miele, lo zafferano, il formaggio pecorino, la carne chianina.

Il Comune è: Città del Vino, Città dell’Olio e Città del Bio.

I toni meno accentuati di piccante dell’olio, rispetto ad altre varietà umbre come il Moraiolo, lo rendono adatto per abbinamenti con zuppe, carni bianche e condimenti a crudo.

Oltre all’olio extravergine di oliva le altre produzioni di eccellenza di Giano sono: il vino ( Doc e Docg di Montefalco, Doc dei Colli Martani), il tartufo nero , il miele, lo zafferano, il formaggio pecorino , la carne chianina.

Il Comune è: Città del Vino, Città dell’Olio e Città del Bio.

Per informazioni:

  • Comune di Giano dell’Umbria, Ufficio Turismo
  • tel.0742.931947
  • Visita il sito 
  • Associazione "Strada del Sagrantino"
  • tel.0742.378490
  • Visita il sito 

La ricette

Consigli per una buona frittura 

Friggere non è semplice, ecco alcuni utili suggerimenti per rendere la frittura più buona e meno pericolosa per la tua salute. Usare solo olio di oliva o in alternativa olio di arachide, questi due tipi di olio resistono meglio degli altri alle alte temperature. Le pentole usate per friggere devono essere abbastanza grandi ed il cibo deve essere sommerso dall'olio. E' gradita una friggitrice con la temperatura predisposta.

Prima di gettare i cibi nella padella, portare l'olio alla temperatura giusta, circa 180 °C e mantenerla costante facendo attenzione che non raggiunga mai il punto di fumo. Non mettere mai troppo cibo in padella in quanto la temperatura dell'olio si abbassa troppo e poi fatica a risalire, facendo così inoltre, l'unto penetra nel cibo, che non sarà più croccante ma grasso e molliccio. A fine cottura sgocciolare il cibo fritto e metterlo su una carta assorbente.

Mettere il sale solo a fine cottura, il sale attrae umidità ed accelera il processo di degradazione dell'olio aumentando le sostanze tossiche. Non riutilizzare mai l'olio già usato, ma cambiarlo ad passaggio in padella, se proprio vogliamo usarlo ancora una volta o due al massimo, va filtrato per eliminare i residui di cibo. Non aggiungere mai olio fresco a quello già fritto, il primo si altererebbe molto più rapidamente.

Bistecca di Chianina ai profumi

Ingredienti: 800 gr. di Chianina 6 cucchiai di olio extra vergine di oliva, pepe in grani, 1 rametto di rosmarino, 5 foglie di salvia, 4 rametti di maggiorana, 1 spicchio di aglio schiacciato in camicia.

Preparazione: Passare al mortaio le erbe e il sale grosso e il pepe. Mettere il tutto in un coccio a bagno nell'olio extra vergine di oliva. Scaldare appena sulla fiamma. Cuocere la costata alla brace circa 5 minuti su ogni lato a fuoco vivace. Ogni commensale intingerà il suo boccone nel prezioso preparato.

Insalata di pesche e pecorino

Ingredienti: 1 cuore di Scarola, 1 cespo di insalata Riccia, 2 pesche bianche, 200 gr. di pecorino fresco e dolce, 1 cucchiaio di uvetta sultanina, 8 gherigli di noce, 2 cucchiai di aceto di vino bianco, 5 cucchiai di olio extra vergine di oliva, sale e pepe quanto basta.

Preparazione: Lavate le insalate, disponete la scarola sui bordi dei piattie ponete al centro l'insalata riccia spezzettata. Sbucciate le pesche e tagliatele a spicchi, tagliate il pecorino a striscioline. Guarnite le insalate con fette di pesche, formaggio, noci e uva sultanina. Preparate una vinaigrette mescolando aceto e olio, sale e pepe e versatela sull'insalata prima di servirla.

Le Manifestazioni

  • Foligno I Primi d’Italia Festival eno-gastronomico dedicato ai primi piatti Settembre
  • Foligno Segni Barocchi Rassegna di arti varie Agosto
  • Assisi "Caledimaggio" Rievocazione Storica Maggio
  • Orvieto "Palio dell’oca" Corsa di Cavalieri Maggio
  • Spoleto "Festival dei Due Mondi" Festival Artistico-culturale Luglio
  • Trevi Mostra-Mercato del Sedano Nero di Trevi 3a Domenica di Ottobre
  • Trevi "I Colori dell’olio" Mostra Eno-gastronomica Novembre
  • Foligno "Giostra della Quintana" Competizione Equestre in costume d’Epoca Giugno