Vini

La Strada del Vino Montefalco Sagrantino

Gualdo Cattaneo è un centro medievale arroccato su una collina alle pendici settentrionali dei Monti Martani, ed è un autentico museo medievale en plein air. Il paese prende il nome da Edoardo Cattaneo, che lo fondò nel 975 d.C. Egli era un conte sassone e al tempo trovò il paese immerso in una fitta foresta. La Rocca è una fortezza triangolare costruita tra il 494 e il 498 e rappresenta l'elemento storico più importante del paese.

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La Strada dei Vini del Cantico

Siamo in Umbria e non poteva mancare una denominazione che si rifacesse alla letteratura locale, e anche se parlando di cantici vengono in mente quelli del Canzoniere di Francesco Petrarca, qui ci si riferisce al noto "Cantico delle Creature" di Francesco di Assisi. Le tappe che delimitano il territorio attraversato dalla Strada del Cantico sono Torgiano, Marsciano, Cannara, Spello, Todi, Bettona, Perugia e Assisi.

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Strada del vino Colli del Trasimeno

La Strada del Vino "Colli del Trasimeno" è stata progettata per permettere al visitatore di sentirsi immediatamente a contatto con la terra, la sua cultura e le sue qualità. Qui il caos della città è spesso dimenticato per essere presto sostituito con altri valori come la genuinità, il contatto con la natura e il desiderio di conoscenza.

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La Grappa del Monferrato

Ferme restando le regole e le procedure di base, valide per tutti coloro che distillano per tradizione e cultura, si può fare un distinguo entrando più nello specifico delle grappe del Monferrato. In quest'area del Piemonte si hanno vini come il Dolcetto (di Alba, di Ovada…), la Barbera (di Asti, delle Langhe…) o il Barolo e i vitigni che portano alla loro produzione e imbottigliamento: nebbiolo in primis.

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La Strada del vino Verdicchio di Matelica

La Strada del vino in questione si dirama nell'area dove si produce l'esclusivo Verdicchio di Matelica, nel cuore delle Marche, partendo dalle Grotte di Frasassi, autentica meraviglia del creato con le sue sale simili a cattedrali del sottosuolo adorne di stalattiti e stalagmiti che si estendono per ben trentacinque chilometri.

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Il Vino Sangiovese di Romagna

Si parla di uve sangiovese (e vino) circa fino dal 1600; si narra che durante un banchetto tenuto nel Monastero dei Frati Cappuccini in Santarcangelo di Romagna, alla presenza di Papa Leone XII ed illustri ospiti, fu servito questo vino prodotto dagli stessi monaci. Il vino fu molto apprezzato e ne fu chiesto il nome. Un monaco, con prontezza di spirito, disse che il vino si chiamava "Sunguis Jovis" = Sangue di Giove (Sanjovese).

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Il vino Chianti Rufina e Pomino

E' un vino di qualità superiore, che si avvicina molto al Chianti classico ma che eppure, in un certo senso, ne differisce profondamente. È gentile ma vigoroso, è fresco e vellutato. È un vino insomma che ha i suoi amatori molto affezionati. Da giovane può essere leggermente amabile. Con l'età perde la briosità ma acquista la rotondità. È un vino adatto per la carne e gli intingoli e vuole sempre una temperatura abbastanza sostenuta, sui 18-20° C da giovane e sui 20-22° C quando ha raggiunto la sua età, cioè sui 3 anni. Nel 1967 ha ottenuto la D.O.C.G..

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Il Vino Chianti Classico

Si produce appunto nel Chianti Storico, con lievi sconfinamenti. Non sopporta invecchiamenti lunghissimi ma se arriva con cura al 5° anno può anche diventare un buon vino da meditazione. Un po' tutti i vini che dipartono dal Chianti hanno come comune denominatore la freschezza; è grintoso e ottimo per pasteggiare.

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Il Vino Chianti dei Colli Fiorentini

I fiorentini mettono più uve Sangiovese e meno Malvasia, ottenendo così un Chianti più corposo ma anche più acidulo di quello dei colli senesi. Chi lo chiama austero, chi aristocratico, chi lo giudica in possesso di stoffa gentilizia.

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Il Vino Morellino di Scansano

E' credibile che un abitato esistesse nel luogo ove sorge attualmente Scansano, già nei secoli precedenti al mille. L'ipotesi è avvalorata dalla circostanza che il nome di "Scansano" sembra derivare da S. ANSANO della famiglia Anicia, martire cristiano del I^ secolo d.c.. Il documento più antico nel quale è citato Scansano, risale al 1188 in una Bolla di Clemente III e nel 1274, lo si ritrova menzionato nell'atto di divisione fra i due rami dei Conti Aldobrandeschi di Sovana e di Santa Fiora, al secondo dei quali fu assegnato Scansano e il suo distretto.

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