Territorio

Alta Valmarecchia toscana: Badia Tedalda

I Buoi

Andate a dire ai buoi che vadano via, che quello che han fatto han fatto, che adesso si fa prima ad arare con il trattore. Piange il cuore a tutti, anche a me, vedere che han lavorato migliaia d'anni e adesso devono andare via a testa bassa dietro la corda lunga del macello

(Guerra, T., Buoi, in Zani, P. Paolo, Profumo di Grano, Maggioli editore, Rimini, 1988).

Sono luoghi impervi, quelli dell'Alta Val Marecchia, che non si intravedono dalla "crudele" E45 (Roma-Ravenna), non si scorgono nemmeno dai sentieri partendo dabbasso, dai paesi dell'Alta Val Tiberina Toscana (Pieve Santo Stefano o Caprese Michelangelo) che si raggiungono solo dopo averne appreso le caratteristiche storico-geografiche o le tipicità.

L'Alta Val Marecchia, con Badia Tedalda e Sestino in primis sono luoghi immersi nella natura e sorvegliati dai promontori (altopiani) del Sasso di Simone e il Simoncello che vegliano da millenni su quell'area.

Si apprendono storie del passato dalle memorie e dagli studi fatti da sociologi e antropologi o studiosi di bioetica (qui ancora i docenti di Sociologia dei processi culturali: Vittorio Dini e di bioetica: Francesco Magnelli hanno studiato e trasmesso alla contemporaneità un sapere sui luoghi e sulle genti).

Ma le memorie, gli oggetti, gli studi quasi con il respiro e la eterea presenza degli antenati del luogo sono ancora vivi e servono a far conoscere ai giovani e riportare alla mente degli anziani cenni di vita vissuta in quell'area presso il Centro Studi della Civiltà Appenninica con sede a Sestino.

L'Alta Val Marecchia è un posto di confine (tra Toscana, Romagna e Marche), che comunque conserva un suo animo, una sua personalità; da qui si dipartiva per terre dell'Adriatico o per il Tirreno per il rito della transumanza, per cercare fortuna, lavoro, sostentamento e spesso si ritornava con malattie derivate dal degrado, da condizioni di profonda indigenza e quindi scarse difese immunitarie.
 

BADIA TEDALDA Capoluogo dell'Alpe della Luna

Dopo il degrado, dopo la dimenticanza di certi luoghi per voler cercare altro, per tendere a uno stile di vita migliore si è rischiato di dimenticare la propria storia, le proprie origini e a seguito di iniziative come il Centro Studi della Civiltà Appenninica, o attività varie di promozione di anno in anno, Badia Tedalda ha deciso di aderire all'iniziativa dell'UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco d'Italia) come borgo da riscoprire per promuoverne la storia e la cultura, quindi la cucina e quindi il territorio.

Le prime notizie storiche, piuttosto scarse, sono antecedenti al I secolo a.C quando Badia Tedalda era una mansione itineraria che ospitava gli utenti della via Ariminensis che collegava i due capi saldi antigallici di Arezzo e Rimini.

Dal primo secolo non si hanno più notizie fino al X secolo quando del territorio di Badia Tedalda fu investito Ottone I nel 967 che volle costituire il monastero Benedettino di San Michele Arcangelo e affidare ai monaci la custodia dell'immensa foresta di Viamaggio e dell'Alpe della Luna.

Nei secoli immediatamente successivi Badia Tedalda viene nominato centro autonomo di potere feudale con un area di circa 14.000 ettari che corrispondo all'attuale territorio comunale.

Nella seconda metà del XIII secolo il potere feudale del monastero va consolidandosi con l'abate Tedalgrado, fino al 1489 quando Badia Tedalda ebbe lo Statuto fiorentino e il suo primo podestà.

Nel luglio del 1775 con "mutoproprio" di Leopoldo I fu costituita la Comunità della Badia Tedalda costituita da 12 "popoli" degli antichi comuni rurali a cui si aggiunse, con l'abolizione dei feudi, Santa Sofia Marecchia, capoluogo dell'isola amministrativa all'interno delle Marche.

Nella chiesa di San Michele Arcangelo, situata nel colle di Badia, si possono ammirare delle preziose terracotte della scuola Robbiana che furono commissionate dal monaco certosino Leonardo Buonafede, podestà di Badia Tedalda.

Ulteriori rarità Robbiane le possiamo trovare nella chiesa di S.Tommaso a Montebotolino (II Paese sul Paradiso), nella chiesa di San Pietro e Paolo di Fresciano, entrambe frazioni di Badia Tedalda. Grazie alla sua posizione Badia Tedalda è il capoluogo dell'Alpe della Luna, una delle più vaste Riserve Naturali della provincia di Arezzo.

La riserva si estende per 1500 ettari e raggiunge quota 1453, e comprende un tratto appenninico della provincia di Arezzo racchiuso tra il Monte dei Frati e il Monte Maggiore, a cavallo tra il bacino del Tevere e quello del Marecchia.

L'area protetta è attraversata da vari sentieri percorrendo i quali si possono ammirare diversa tipi di vegetazione e scorgere ungulati come il daino e il capriolo e osservare rapaci volteggiare nel ciclo come lo sparviero e l'aquila reale.

All'interno della Riserva si trova, la Grotta della Tabussa, grotta naturale scavata nei secoli da acque sorgive e la Ripa della Luna, strapiombo naturale con affioramenti rocciosi.

Immerso nella riserva sì trova l'Ostello della Gioventù di Piscina Nera gestito dalla Pro-Loco di Badia Tedalda, situato appunto in luogo strategico dal quale si può partire per visitare la Riserva dell'Alpe della Luna e le sue meraviglie.

La struttura, ideale per scolaresche e gruppi amanti della natura, è un ostello della gioventù aperto tutto l'anno su prenotazione chiamando il numero 0575/714014 o inviando un'e-mail a info@prolocobadiatedalda.it , il centro dispone di guide ambientali ed escursionistiche e educatori.

Nel territorio di Badia Tedalda si trova un'altra Area protetta: l'ANPIL di Pratieghi .

In essa sono presenti numerosi nuclei di Taxus baccata : alberi aghiformi sopravvissuti alle glaciazioni e che sono divenuti rarissimi in tutto l'Appennino.

Dal piccolo paese e possibile avventurarsi lungo il sentiero che porta alle sorgenti del fiume Marecchia a mt. 1003 sul monte Zucca.

Questo fiume che attraversa tutta la vallata prima di sfociare a Rimini, le dà il nome di Valmarecchia. Lungo il sentiero che porta alle sorgenti si incontra la "Fonte di Dante" cosi denominata in riferimento al passaggio del sommo poeta.

La gastronomia

La gastronomia di questa zona è certamente unica del suo genere, essendo Badia Tedalda una zona di confine, anche i suoi saporì riprendono sia dalla Toscana, con le tradizioni della transumanza maremmana, sia dalla Romagna sia dalle Marche. E' una cucina dalle origine contadine caratterizzata dall'uso di prodotti semplici accompagnata dall'estro e dall'esperienza dei nostri cuochi.

Quindi si parte da piatti poveri ma molto gustosi come l'acqua cotta, il pan cristiano (Fette di pane passate velocemente nel latte, poi nell' uovo lievemente sbattuto e quindi fritte), l'agliata (Fatta con gote di maiale, aglio, salvia ed aceto), i ravioli di patate e il migliaccio (Preparato con sangue di maiale, cacao, zucchero, latte e uova), passando da i classici formaggi come il raveggiolo, la ricotta realizzati ancora con gli stessi ingredienti genuini e con lo stesso metodo di una volta e arrivando a piatti più raffinati e pregiati come il tartufo bianco, i funghi porcini, i prugnoli e la straordinaria qualità della carne prodotta dalla razza chianina allevata in montagna, come poi non parlare della pasta fatta in casa tirata ancora a mano.

Di certo non si possono tralasciare i deliziosi dolci come le ciambelle, le crostate accompagnati da liquori di produzione artigianale. Tutti questi fantastici piatti possono essere degustati nei numerosi ristoranti e agriturismi del Comune di Badia Tedalda dove è possibile pernottare negli alberghi e B&B.

SVAGO E TEMPO LIBERO

Per gli amanti del trekking e delle passeggiate a cavallo o in mountain- bike che vogliono scoprire il contatto con la natura dei nostri luoghi sono presenti in gran numero sentieri che partendo dal fondo valle raggiungono la montagna "dando modo di scoprire realtà molto interessanti dal punto di vista naturalistico e ambientale.

C'è la possibilità di praticale pesca no-kill lungo i fiumi e pesca sportiva presso il Lago di Viamaggio di trote e di carpe.

Ci sono campeggi, campi da calcetto, pista di pattinaggio e aree di sosta per poter fare pic-nic. Possibilità di visitare presso il centro visite delle riserva naturali il museo dei fossili e della fauna del territorio.

FESTE E MANIFESTAZIONI

Durante l'estate vengono organizzate: - proiezioni di film all'aperto - trekking con guide ambientali ed escursionistiche sia diurne sia notturne - manifestazione varie con animazione e degustazione dei prodotti tipici .

Feste tradizionali:
  • Ranocchiata: seconda domenica di agosto in località Fresciano con pranzo all'aperto, giochi nel pomeriggio come la corsa delle rane in carretta e ballo in piazza la sera
  • Festa a Caprile : 15 di agosto in località Caprile con pranzo all'aperto, corsa dei somari nel pomeriggio e ballo in piazza la sera.
  • Palio de Castelli della Badia Tedalda: terzo week-end di agosto a Badia Tedalda manifestazione storico-rievocativa col classico torneo equestre della lancia e dell'anello.