Vini

Il vino Sciacchetrà

Una "esile" e ricca terra lascia la voglia di un grande vino

Il vino Sciacchetrà è stimato e bramato da Sommelier, collezionisti e amanti del vino e della sua storia. Molti poeti e scrittori lo hanno citato nelle proprie opere o memorie come un vino delizioso quasi comparandolo implicitamente all’Assenzio, bevanda preferita dai "poeti maledetti" d’oltralpe.

Tra coloro che ne hanno parlato: Giosuè Carducci lo descrisse come l’essenza di tutte le ebbrezze dionisiache, Giovanni Pascoli ne richiese l'invio di poche bottiglie "in nome della letteratura italiana" Gabriele D'annunzio lo descrisse come "profondamente sensuale". Prima di loro ne parlarono Plinio, Boccaccio e Petrarca.

Lo Sciacchetrà è un vino passito che racconta una storia lontana, la stessa origine del suo nome deriva probabilmente da "Shekar", un termine molto antico indicante delle bevande fermentate. Ma il suo successo non deriva solo dalla sua storia affascinante ma dalle sue indubbie qualità.

Degustazione dei "SENSATA"*
  • Colore: ambrato tendente al topazio
  • Profumo: fruttato, floreale, albicocca e macchia mediterranea, note salsoiodiche.
  • Sapore: palato ricco pieno, persistente, mallo di noce, note marine con forte connotazione sapida.
  • Gradazione alcolica: 14 % alc. Vol.
Origini del nome

Walter De Batte, quando parla dell'origine del nome sciacchetrà la fa risalire ad epoche remote.

Egli crede che l'origine sia riferita al termine semitico "shekar" col quale, 3.000 anni fa, in Palestina venivano definite le bevande fermentate.

Ma il primo ad introdurre in forma scritta un nome simile all'attuale Sciacchetrà fu Telemaco Signorini.

Il pittore nelle sue memorie su Riomaggiore cita più volte il vino prodotto da queste parti definendolo buon vino, ma si sofferma anche nella descrizione del passito.

A settembre, dopo la vendemmia, si stendono le migliori uve al sole per ottenere il rinforzato o lo Sciaccatras, che così viene chiamato un vino davvero squisito.

C’è poi chi ha affermato che fossero i preti a chiamarlo Sceccatras.

Signorini, scrive verso la fine dell'ottocento che rinforzato e Sciaccatras sono la stessa cosa. La squisitezza del vino è comunque condivisa da tutti.

La Produzione

Lo Sciacchetrà - che ha avuto la Denominazione di Origine Controllata - si ricava da uve provenienti dal vitigno autoctono di bosco, con l'aggiunta di piccole quantità di arbarola e vermentino.

Poste a passire almeno sino al primo novembre in ambiente asciutto e ventilato.

Esso viene poi pigiato e lasciato fermentare per 21 giorni, infine travasato e lasciato affinare per almeno un anno.

Territorio

Lo Schiacchetrà (o più propriamente Cinque Terre Schiacchetrà) è un vino prodotto nel levante ligure, ed esattamente in provincia della Spezia nella zona delle Cinque Terre e per la precisione sui terrazzamenti di terra detti "fasce" nella zona collinare dei comuni di Riomaggiore, Vernazza e Monterosso e parte del territorio del comune della Spezia, detto "Tramonti di Biassa" e "Tramonti di Campiglia".

*I sensata erano gli esperti assaggiatori locali, coloro che in paese dimostravano particolare competenza nella degustazione e possedevano accentuate doti sensoriali. Un gruppo di anziani locali sono i nostri "sensata", solo dopo il loro giudizio andiamo in bottiglia.