Prodotti tipici

Il Marrone di Caprese Michelangelo

In attesa di riconoscimento del marchio di Indicazione Geografica Protetta, il Marrone di Caprese Michelangelo è il prodotto che si raccoglie e si confeziona da secoli in quello che si crede sia il paese Natale di Michelangelo Buonarroti (recentemente si dice sia nato nella vicina e ascetica Chiusi della Verna e che si recasse a Caprese solo per reperire belle pietre per le sue note sculture ...).
 

Ogni anno, tra la fine di Ottobre e la prima settimana di Novembre si svolge a Caprese Michelangelo (Provincia di Arezzo) un tradizionale Festa della Castagna alla quale accorrono da ogni vallata e in occasione della quale si assiste anche alla rievocazione storica di antichi mestieri e alla proposta di antichi sapori.

La castagna è ovviamente la protagonista principale, riproposta in varie ricette (dalle frittelle, al dolce Montebianco, alle ballotte - castagne lessate con finocchio selvatico - alle caldarroste), tutte accompagnate da vino novello di canaiola (appena passata la fase di mosto) e superalcolici vari che scaldano il corpo e l'anima (grappa locale, cognac), oltre che da vin santo come non se ne assaggia spesso (specialmente se acquistato nella grande distribuzione), perché prodotto da gente del posto.

Le Caratteristiche

L’albero, di medie - grandi dimensioni ha buon vigore e sviluppo vegetativo. Il frutto è di grandi dimensioni e una forma rotondeggiante o ellittica, con buccia di colore marrrone chiaro, con striature più scure; la forma è ellittica e l'apice è schiacciato.

E' un frutto tomentoso, con ilo rettangolare e di pezzatura medio-grande: 70-85 frutti/Kg. Il seme è sempre bianco crema e dal sapore dolce e delicato. E' caratterizzato da una particolare profumazione, da un sapore dolce e da una consistenza dura.

Il castagno predilige terreni acidi e sub-acidi freschi, ma al contempo privi di umidità e di ristagni d’acqua che possano asfissiare le radici e lo sviluppo del noto "mal dell’inchiostro”. E’ vietato il ricorso a prodotti chimici nella coltivazione e cura delle piante.

La raccolta è effettuata a mano o con mezzi meccanici idonei tali da salvaguardare l’integrità del prodotto.

La castagna ha giocato da sempre un ruolo di primo piano per secoli tra le popolazioni locali.

Quello che oggi fa bella mostra di sé nelle nostre case un tempo era l’unico alimento in grado di sfamare gli abitanti della montagna, grazie al suo valore nutritivo ed energetico e alla sua elevata duttilità in cucina.

La lavorazione

I frutti rimasti nel riccio vengono separati per battitura. Segue una cernita molto accurata dei marroni migliori, in relazione alla pezzatura ed all’integrità.

Il raccolto viene sottoposto poi ad essiccazione, secondo un antico procedimento tradizionale.

Si utilizzano, infatti, dei locali in muratura di piccole/medie dimensioni, disposti su due livelli, separati da una grata di legno ("essiccatoi, o metati"); la parte superiore del fabbricato funziona da deposito dei marroni che vengono adagiati su dei cannicci di legno di castagno.

Nella parte sottostante viene alimentato in continuazione un fuoco che consente di mantenere pressochè costante la temperatura intorno ai 20° gradi, per un periodo di circa 40 giorni.

Il terreno, il clima e l’esposizione rappresentano i fattori alle base dell’ottima riuscita della coltura.

La tradizionalità del prodotto e le caratteristiche organolettiche sono dovute non solo alla particolarità della cultivar locale, ma anche alle tecniche di trasformazione, alla manualità ed esperienza acquisita dai produttori nel tempo, nonché all’esclusività dei locali nei quali avviene l’essiccazione.

La pietra: da necessità …VIRTU'

Il territorio di Caprese vanta una storia che parte dal Paleolitico inferiore detto Acheuleano, collocabile cronologicamente tra 500.000 e 100.000 anni fa.
Le selci rinvenute sono uniche nel loro genere.

A San Cassiano sono stati rinvenuti frammenti di un bracciale in bronzo che rimanda a possibili contatti con il mondo celtico e poteva appartenere ad un corredo di una tomba databile circa tra il V e il IV secolo a.C.

Tre chilikes (coppe su piede con 2 manici) testimoniano inoltre di un insediamento etrusco.Del periodo Romano sono i siti di Gregnano e il Casalino. Il territorio di Caprese è tramandato poi dal Medioevo come "Terra Barbaritana"; fu così chiamato perchè abitato un tempo dal popolo barbaro dei Goti e fu poi appendice delle Terre Longobarde.
Una pergamena del 1070 ricorda che un Conte Suppone dei Longobardi de Caprise aveva donato alla Chiesa Aretina di S. Donato 3 poderi (mansi- oggi esiste ancora una località limitrofa denominata MANZI) che il vescovo Teodaldo, verso il 1030, aveva offerto al monastero aretino di SS. Flora e Lucilla.

La storia di Caprese vede questo borgo in seguito preso di mira dall'Ordine Camaldolese; successive battaglie, a eco di quella della vicina Anghiari, portano infine i Camaldolesi, nel 1384, a sottomettersi alla Repubblica di Firenze.

Tutt'oggi il borgo di Caprese, sperduto fra le montagne della Valtiberina Toscana, sembra aver mantenuto quel carattere medievale che l'ha sempre contraddistinto. Suo massimo vanto rimane l'aver dato i natali ad uno dei maestri più noti dell'Arte Italiana:Michelangelo Buonarroti, anche se oggi sembra che tale paternità sia contesa col comune di Chiusi della Verna. 

Certo è che da queste parti, oltre che dalle note cave di marmo di Carrara, l'artista ha estratto materiale e tratto ispirazione per esprimere il suo talento, dando lustro e pregio al suo paese natale.