Prodotti tipici

La nocciola del Piemonte IGP

La nocciola o meglio, la pianta del Nocciolo trae le sue origini dal continente Euro-Asiatico ed è uno dei vegetali più antichi; risale al Terziario e cresce spontaneamente un po’ ovunque ma con prevalenza nei boschi di Latifoglie assieme ai Castagni e ai Faggi.

Come fiori produce infiorescenze maschili e femminili; le prime sono amenti cilindrici gialli e penduli ed alla fioritura – da dicembre a febbraio – liberano molto polline, trasportato dal vento.
Le femminili invece, differenziano gli organi tra le brattee di una gemma e maturano per la fecondazione da gennaio, a marzo.

Il frutto è secco e racchiuso in involucro erbaceo, infatti, il nome Corylus, deriva dal greco Corys = casco.

Le nocciole si possono mangiare appena colte o dopo essiccatura o destinate all’industria dolciaria, che provvede alla sua sgusciatura, tostatura e eliminazione della pellicola naturale di protezione del seme.

Si ha una distinzione fra "nocciole intere", consumate allo stato naturale e sgusciate, oppure salate o impiegate nella preparazione del torrone; "nocciole in granello" ed "in pasta" per la fabbricazione del cioccolato, creme da spalmare e gelati. Numerose le varietà con caratteristiche botaniche e merceologiche diverse, in Piemonte è esclusivamente coltivata la Tonda gentile delle Langhe, maggiormente richiesta per l’impiego industriale.

Produzione

Le condizioni ambientali di coltura dei noccioleti destinati alla produzione di «Nocciola del Piemonte» o «Nocciola Piemonte» devono essere quelle tradizionali della zona e comunque atte a conferire al prodotto che ne deriva le specifiche caratteristiche di qualità.
I sesti di impianto e le forme di allevamento devono essere quelli in uso generalizzato e riconducibili alla coltivazione a cespuglio ed, eccezionalmente, «monocaule», con una densita' variabile tra le 200 e le 420 piante ad ettaro. (Il sesto d' impianto approssimativo è di 5 metri per 5, con le file orientate nella direzione Nord-Sud per sfruttare al massimo la luce solare ed avere il miglior prodotto possibile.)

Dopo 4/5 anni il noccioleto comincia a produrre e raggiunge la piena produzione al nono anno di vita.

La vita della pianta è di circa 50 anni, ma la pianta si può rinnovare periodicamente sfruttando i polloni.

L’entrata in vigore del decreto di riconoscimentoè stata lo scorso 2 dicembre 1993 e in base a quello è consentita una densità massima di 500 piante ad ettaro.

Le cure colturali ed i sistemi di potatura e di raccolta devono essere quelli generalmente usati e, in special modo per i nuovi impianti, devono essere atti a non modificare le caratteristiche dei frutti.

La produzione unitaria massima consentita e´ fissata in 3.500 kg/ha di coltura specializzata.

L'eventuale conservazione deve essere effettuata secondo i metodi tradizionali, al fine di dilazionare la commercializzazione.

Raccolta e conservazione

I frutti, quando sono maturi si staccano dalla pianta e si disperdono sul terreno sottostante. L' operazione di raccolta consiste nel riunire con opportuna macchina andanatrice, le nocciole nell'interfila, quindi con un aspiratore si raccoglie il prodotto così concentrato.

E' opportuno che il terreno sia ben livellato e compatto, oppure ricoperto da un sottile e fitto tappeto erboso, per facilitare la raccolta e limitare la produzione di polvere.

La resa dipende da molti fattori: dal clima dell'annata, dal tipo di terreno, dalla concimazione, dall'irrigazione. Un impianto specializzato e razionale può produrre oltre 25 quintali per ettaro. La maturazione del frutto è scalare per cui la raccolta del prodotto deve essere fatta con più passaggi.

Il prodotto raccolto viene poi esposto al sole per alcuni giorni per allontanare l'umidità in eccesso, quando i quantitativi sono ingenti o la stagione è piovosa si ricorre agli impianti di essicazione.
l prodotto non ben asciugato, cioè con umidità superiore al 7%, è colpito da muffe e tende ad irrancidire.

Caratteristiche

La «Nocciola del Piemonte» o «Nocciola Piemonte» deve rispondere alle seguenti caratteristiche merceologiche: forma della nocula: sub-sferoidale o parzialmente sub-sferoidale, trilobata, di dimensioni non molto uniformi, con calibri prevalenti da 17 a 21 mm, guscio di medio spessore, di color nocciola mediamente intenso, di scarsa lucentezza, con tomentosita' diffuse all´apice e striature numerose, ma poco evidenti. Il seme è di forma variabile (sub-sferoidale, tetraedrica e, talvolta, ovoidale).

Colore del guscio è piu' scuro, per lo piu' ricoperto da fibre, con superficie corrugata e solcature piu´ o meno evidenti dimensioni piu' disformi rispetto alla nocciola in guscio perisperma di medio spessore, ma di eccellente distaccabilita' alla tostatura; tessitura compatta e croccante, sapori ed aromi finissimi e persistenti, resa alla sgusciatura variabile, ma comunque compresa tra il 40% ed il 50%.

Commercializzazione

La commercializzazione della "Nocciola Piemonte" deve avvenire secondo le seguenti modalità: per il prodotto in guscio:

In sacchi di tessuto idoneo;
Eccezionalmente allo stato sfuso nella sola fase di prima commercializzazione tra produttore e primo acquirente (detentore del centro di lavorazione/confezionamento);

Per il prodotto sgusciato, semilavorato e finito: in confezioni idonee ad uso alimentare, anche a seguito della sua inclusione in cicli produttivi che ne valorizzino la qualità.

Si ringrazia la Regione Piemonte e la Camera di Commercio di Torino per le informazioni specifiche sulle caratteristiche organolettiche e le cifre dalla produzione alla vendita.