Prodotti tipici

La Fagiolina del Trasimeno

Il Presidio in questione, specifico della zona del Lago Trasimeno, è protagonista nella memoria e nella tradizione popolare.

Si tratta di un legume particolarissimo ed estremamente saporito, che però ha bisogno di continue cure ed attenzioni per poter crescere bene.

Siamo di fronte ad un fagiolo che esisteva sin dall’epoca etrusca e che per secoli è stato coltivato sulle sponde di questo lago umbro, vicinissimo sia a Perugia che alle porte della Toscana.

E’ seminata in primavera, dopo avere lavorato molto bene il terreno.

Il fagiolo è piccolissimo, poco più grande di un chicco di riso e fino agli anni sessanta dello scorso secolo veniva seminato e raccolto in tutti i comuni che fanno da corona al lago, specialmente in quelli di Castiglione del Lago, Passignano e Tuoro.

La pianta per crescere ha bisogno di molta acqua ed è sensibile a molte patologie vegetali esistenti. In più è ricercatissima da ogni insetto locale ed è amata perdutamente da talpe, lombrichi ecc. 

Per questo ha bisogno non di essere curata ma di essere controllata a vista, con un incredibile dispendio di tempo ed energie.

Viene finalmente raccolta in estate ma ovviamente non tutte le piantine maturano nello stesso momento, per questo occorrono diversi passaggi nel campo per arrivare a completare l’atteso e sofferto raccolto.

I baccelli, lunghi non più di 7-8 centimetri, dopo l’essiccazione all’aria aperta (sperando che non piova!) devono essere battuti con appositi bastoni. Il risultato di tutte queste fatiche è un fagiolo bianco e molto piccolo.

Si tratta di una realtà produttiva di dimensioni molto ridotte; la struttura delle aziende agricole è di tipo familiare e gli addetti non superano le 3 unità, producendo, in totale, sette o otto quintali annui di fagiolina.

Solo assaggiando la Fagiolina si può comprendere quanto valga la pena tutto questo dispendio di tempo ed energie. Chi avrà la fortuna di trovarsene un chilo tra le mani non dovrà assolutamente metterla in ammollo per ore prima di cucinarla.

Basterà, partendo con acqua fredda, cuocerla per 40 minuti tenendo la fiamma bassissima ed il risultato sarà un fagiolo morbido, saporitissimo ma di pasta compatta.

La Fagiolina è buonissima anche saltata con del pomodoro fresco e due foglie di basilico, mentre non è consigliato il suo utilizzo per una minestra di fagioli perché in purea perde molti dei suoi pregi organolettici.

Questa volta parlare d’abbinamenti con il vino è facile. Questo bel fagiolo lessato è consigliato con un rosso giovane e morbido, come un Colli del Trasimeno Rosso DOC.

Il Presidio sta lavorando per far conoscere questo prodotto permettendogli di uscire dal mercato locale, promuovendolo a dovere per stimolare la crescita non solo del legume ma anche delle aziende che sono dedite da generazioni alla sua produzione.

La Condotta Slow-Food Trasimeno, in collaborazione con la Comunità Montana Monti del Trasimeno, le amministrazioni comunali, i produttori, le associazioni di categoria, la Facoltà di Agraria dell’Università di Perugia e altri enti ancora, stanno elaborando un disciplinare di produzione: nel frattempo un consorzio di produttori con relativo marchio ha preso vita da qualche tempo.

Per voler sperimentare un gusto tutto lacustre specifico del Lago Trasimeno si consiglia l’uso in cucina di questa Fagiolina con un filo d’olio d’oliva dall’uliveto sperimentale impiantato all’Isola Polvese (una delle tre isole del Lago).

L’area di produzione comprende tutti i comuni attorno al Lago Trasimeno, Città della Pieve, Corciano, Magione, Paciano, Panicale, Passignano sul Trasimeno, Piegaro, Tuoro sul Trasimeno (provincia di Perugia). Responsabili del Presidio, sostenuto dalla Comunità Montana Monti del Trasimeno, sono Sonia Chellini e Sergio Batino.


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