Prodotti tipici

Il Sedano Nero di Trevi

In un fazzoletto di terra tra la Flaminia e il Clitunno, si coltiva il sedano nero di Trevi, un ortaggio di cui è difficile stabilire esattamente l’origine della coltivazione, la provenienza geografica, e l’eventuale esistenza di un progenitore selvatico locale.

Sta di fatto che è un prodotto di qualità, ricco di storia e tradizioni, che potrebbe aspirare alla "denominazione di origine" dell’Unione Europea.

 Il sedano nero di Trevi (Snt) è coltivato nella striscia di terra compresa tra la strada Flaminia ed il fiume Clitunno, detta "le canapine", un tempo adibita alla coltivazione della canapa. L’aggettivo "nero" deriva dalla caratteristica fisiologica ancestrale di mantenere le coste verdi fino a maturazione (varietà "non autoimbiancante") se non sottoposte ad "imbianchimento", pratica agronomica realizzabile mediante molteplici tecniche alternative; la maggior parte delle attuali varietà commerciali sono invece del tipo "autoimbiancante".

Difficile stabilire con esattezza l’origine della coltivazione di tale ortaggio nella zona di Trevi, la provenienza geografica della forma coltivata, il luogo e l’epoca di domesticazione o l’eventuale esistenza diun progenitore selvatico locale dell’ Apium graveolens 

E' importante ricordare che la domesticazione della varietà dulce (sedano da costa) così come riportato in letteratura, è avvenuta in Italia nel XVII secolo, periodo relativamente recente e tale da consentire, in teoria, una ricerca storiografica probatoria.

Lo sviluppo dell’orticoltura in generale e l’allevamento del sedano in particolare si diffondono grazie alle opere di bonifica realizzate nel XVIII sec. dal Cardinale Lodovico Valenti, Vescovo di Rimini, che fece scavare l’Alveolo, piccolo canale che ha origine dal Clitunno nei pressi di Villa Faustana e termina a Pietrarossa.

Tuttavia non è stato possibile determinare con precisione l’origine storica della coltivazione del sedano nella zona di Trevi e non è da escludere che risalga a un’epoca antecedente. Dopo la seconda guerra mondiale, con l’arrivo delle varietà commerciali autoimbiancanti, la coltura "autoctona" entra in crisi e, per iniziativa della Pro Trevi, nel 1965, allo scopo di rilanciare la produzione, venne istituita la "Sagra del Sedano e della Salsiccia".

Nel corso di tale manifestazione che si celebra ogni anno la terza domenica di ottobre, viene allestita nel centro storico della città la mostra mercato del sedano nero di Trevi e vengono premiati gli agricoltori che espongono i migliori esemplari.

Poiché da tempo immemorabile in autunno, con l’arrivo dei primi freddi, cominciava la stagione di macellazione dei maiali con produzione di apprezzatissimi insaccati, la mostra mercato del sedano è stata abbinata alla Sagra della Salsiccia. L’aggettivo "nero" deriva dalla caratteristica ancestrale di mantenere verdi le coste fino a maturazione.
 

In cucina

Il sedano Nero viene degustato pubblicamente all’inizio dell’Inverno in occasione della Sagra del "Sedano e della Salsiccia" quando era tradizione l’uccisione del maiale e l’abbinamento delle sue carni con il prodotto vegetale in questione. Si riportano di seguito le ricette consigliate da Massimo Barbini, cuoco professionista, Trevano D.O.C. e figlio d'arte.
Preparazione: tagliare le foglie dei sedani, eliminare i filamenti delle costole esterne, lavarli con cura.

Se non si mangiano crudi, bollirli in acqua salata per 15 minuti circa a calore moderato. Sgocciolarli, sistemarli quindi su di un panno asciutto.

Vuoi lasciare un commento?

Compila i campi per lasciare un commento. Il commento verrà pubblicato dopo l’approvazione del moderatore.