Prodotti tipici

La pizza napoletana

La Vera Pizza Napoletana, quella con la cornice alta e la pasta leggera e morbida, cosparsa di mozzarella fior di latte e "pummarola ‘n goppa" dal profumo di basilico che si sente lontano un miglio… è di sicuro uno dei vanti della nostra Italia. Esportata in tutto il mondo ha provocato e assistito ad un procrearsi di punti vendita e ristoranti e pizzerie soprattutto nel Nuovo Mondo, quel mondo del post-proibizionismo e del boom economico che, quasi a dispetto e come un paradosso, ha riportato in italia, nei piccoli e grandi schermi, l’immagine della pizza mangiata per strada, dello sconfinato consumo fatto dagli americani per le strade delle metropoli statunitensi…! Si, proprio in Italia…dove è nata!
 

Meraviglia e potenza della pubblicità!

Le giovani generazioni, nate nel ventennio che va dagli anni ’60 agli anni ’80 ha quasi dubitato (me compreso – classe ‘72) sulla vera origine della Pizza, dopodiché nostalgici sostenitori e campanilisti ci hanno tenuto ha evidenziare e far notare a figli e nipoti (magari dando il buon vecchio "scappellotto") che la pizza è nata a Napoli e a braccetto con i "provocatori" spaghetti (vedi anche anteriore tradizione partenopea del Mangia maccheroni) hanno pervaso Oriente e Occidente di questo Pazzo Mondo.

La pizza oggi è diventata in tutto il mondo sinonimo di perpetuazione delle dieta mediterranea. Molti pensavano che questa dieta sarebbe stata una meteora e con essa anche questo capolavoro partenopeo, invece la gente ha scelto il gusto, e soprattutto la vita.La dieta mediterranea, se ben concertata, allunga la vita e la pizza concorre a migliorarne la qualità. I suoi componenti, a detta di alcuni dietologi, sono proprio alla base della rivoluzione della longevità, in quanto hanno affermato che il pomodoro deve essere somministrato in tutti i modi possibili perché contiene particolari sostanze, fra cui il licopene, che proteggono dall'insorgenza dei tumori maligni; da non dimenticare poi l'olio extravergine di oliva, che pulisce le arterie e protegge il cuore dalle malattie, per esempio dall'infarto.

Gli ingredienti base della pizza sono la pasta lievitata, i pomodori, l'aglio e l'olio, che sono poi i cardini nutrizionali per produrre una pizza di grande qualità e di ottima bontà. Spesso si associano diversi alimenti, ma quasi tutti gli ingredienti adoperati derivano dalla cucina mediterranea, come le cipolle, il prosciutto, le verdure, i sottaceti, le acciughe, i funghi, le cozze, e così via. Certamente queste aggiunte comportano un aumento delle calorie, che in genere sono basse. Ma, generalmente, una pizza significa poche calorie, ma un bel pieno di energia (carboidrati e grassi) e il rifornimento di una discreta dose di proteine, alleggerendo un pasto completo che può essere accompagnato da un buon bicchiere di vino (o birra) e finito con frutta fresca.

La Storia della Vera Pizza Napoletana

La vera pizza napoletana nasce intorno al 1600 dall'innegabile ingegno culinario partenopeo, bisognoso di rendere più appetibile e saporita la tradizionale schiacciata di pane; all'inizio si trattava di pasta per pane cotta in forni a legna, condita con aglio, strutto e sale grosso, oppure, nella versione più ricca, con caciocavallo e basilico. Anche se l'olio si sostituì allo strutto l'arrivo sulle tavole della pizza moderna avvenne alla scoperta del pomodoro importato dal Perù dai colonizzatori spagnoli.

Dovremmo però aspettare oltre la metà del 1800 per trovare la prima pizza "pomodoro e mozzarella". Pur essendoci ormai svariate varietà di pizza, si ha l'approvazione ufficiale nel 1889, in occasione della visita a Napoli degli allora sovrani d'Italia Re Umberto I e la Regina Margherita. La storia ci racconta che Raffaele Esposito, il miglior pizzaiolo dell'epoca, realizzò per i sovrani tre pizze: la pizza alla Mastunicòla (strutto, formaggio e basilico), la pizza alla Marinara (pomodoro, aglio, olio e origano) e la pizza pomodoro e mozzarella i cui colori richiamavano volutamente il tricolore italiano (Rosso, Bianco e Verde).

La sovrana apprezzò così tanto quest'ultima da voler ringraziare ed elogiare il pizzaiolo per iscritto. Per tale motivo e per contraccambiare Esposito diede il nome della Regina alla sua creazione culinaria, che da allora si chiama: "Pizza Margherita". Altro aneddoto a testimonianza della veracità e immutato pensiero partenopeo nonostante il passare del tempo: nei pressi di Paestum, mi capitò, molti anni fa, di osservare alla pizzeria del campeggio dove pernottavo un pizzaiolo con il tipico fazzoletto al collo, canottiera bianca e grembiule, gli chiesi quali tipi di pizze producevano per prendere la ‘comanda’ tra gli amici e andare a botta sicura, con tutta franchezza e come se la risposta fosse scontata (stupido io a non averci pensato prima): "’A pizza è ‘a pizza!"…

Dopo il boom ottenuto a Napoli la vera pizza napoletana "espatria" per conquistare dapprima tutta l'Italia e poi il resto del mondo. Oggi che la pizza è cosi comune c'è un grande rischio! Quello di perdere la semplicità e la genuinità di un prodotto così largamente diffuso.

Questo d'altronde è il segreto della pizza la qualità dei materiali usati unita alla maestria e abilità del pizzaiolo che ne fa un piatto eccezionale, gustoso e altamente digeribile.

A questo scopo l'Accademia della Vera Pizza Napoletana tutela la pizza originale, le sue regole antiche e la sua genuinità. Questo a beneficio sia dei consumatori che possono consumare un prodotto autentico e certificato e sia per pizzaioli che possono far emergere chiaramente la propria professionalità con un associazione come l'Accademia della Vera Pizza Napoletana che dalla Campania opera in tutto il mondo per la tutela del prodotto italiano più consumato e conosciuto, la Pizza.

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